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INTERVISTA a Chiara Iezzi

A woman with blue eyes and dark hair poses thoughtfully.

Chiara Iezzi, milanese e attrice quarantenne, con alle spalle già diverse esperienze in films e serie tv, ci racconta passioni e sogni legati al mondo della recitazione.

Quando hai deciso di diventare un’attrice? 


Ho pensato di voler essere un’attrice per la prima volta a 12 anni dopo aver visto un film. Un sogno rimasto lì per anni che poi ha iniziato ad accadere. Avevo nel 2008 iniziato a fare dei corsi di recitazione durante viaggi all’estero, fino poi alle Accademie a Milano più recentemente.


Quali film hanno ispirato il tuo percorso di attrice? 


Roxanne, una rivisitazione del Cirano de Bergerac con Steve Martin in chiave comedy, la mia Africa con Meryl Streep, The Divorce con Naomi Watts, Mulholland Drive di Lynch. E poi Spielberg, Allen e soprattutto diversi film italiani e serie tv tra commedia e drammatici.


Chi ti ha influenzato maggiormente?


Come metodo il mio preferito è il Mesner, credo molto nella preparazione che però deve farti recitare come se non lo stessi facendo. Se non risulti autentico non sei credibile. Il pubblico non dovrebbe mai accorgersi che reciti, ma essere catapultato in un mondo reale, vissuto come la storia raccontata richiede.


Qual è stata la sfida più difficile che hai affrontato in un film? 


Incorporare la tecnica è stata la cosa più soddisfacente, ma comunque le sfide di ogni attore sono spesso simili. Hai un copione e a volte vuoi seguire alcuni impulsi in scena sia su battute che movimenti, ma tutto dipende da dove ti trovi. La cosa più importante è la regia.


Quale genere preferisci? E perché? 


Non ho un genere preferito. Il mio giudizio è solo sulla sceneggiatura. Di solito non leggo subito le battute. Le lascio lì per un po’, poi quando inizio a leggere mi piace immaginare come il personaggio cammina, come sbatte le ciglia, che stile ha, che voce ha. Ho indossato le scarpe adatte ad un ruolo che dovevo interpretare da una settimana prima di iniziare a girare delle scene.


Qual è il tuo film preferito di tutti i tempi e perché? 


Troppi bellissimi film per poterlo dire.


Se potessi scegliere di lavorare con qualcuno, chi sceglieresti?


Anche questa è difficile come risposta, vista la quantità di gente incredibile nel settore.


Dicci qualcosa che nessuno sa di te. 


Che sono pazza (ride) ...Scherzo, ma per fare questo lavoro un po’ di follia devi avercela. Io da adulta sono diventata per la verità piuttosto regolare, la cosa mi fa stare bene. Recitare mi permette qualche trasgressione che non farei mai nella vita reale, proprio perché non sono io in scena, ma interpreto qualcun altro.


La persona che ha sempre creduto in te?


Un amico che ha sempre creduto in me ce l’ho e ovviamente mamma. Quando faccio qualcosa mi domando sempre: che dirà mamma?


Qual è la lezione più importante che hai imparato come attrice?


La calma.


E’ più difficile iniziare o andare avanti? E come si fa per riuscire in entrambi?


Non so, e’un mestiere articolato in generale, credo non ci sia una regola, per ognuno il percorso è differente. Parlando per me, cerco di preparare le audizioni al meglio che posso, a volte vieni chiamato direttamente come è stato nel caso della serie Under con Gianmarco Tognazzi, ma ero contenta di aver studiato in Accademia così che non ero impreparata. Ho comunque fatto due provini ugualmente con il regista che poi è piaciuto.


Cos’è che ti da maggior motivazione? 


Amo recitare e questo mi motiva molto. Aver studiato mi fa sentire bene. La professionalità ti struttura come attore, come in qualsiasi altro mestiere del resto.

Come si è evoluto il tuo stile nel corso del tempo? 


Finora non in modo lineare, ma sono soddisfatta finora di aver sperimentato come attrice, in situazioni differenti tra loro.


Sul set, la cosa più importante è: 


Sapere le battute ed essere in orario.


I lavori di cui sei più orgogliosa: 


Ogni progetto in cui ho lavorato mi ha dato molto. Con Disney ho esplorato un lato grottesco/comico un po’ sopra le righe ad esempio.


Il progetto più difficile a cui a lavorato e perché? 


Per il film The Broker Key di Louis Nero ho dovuto imparare una pagina di dialogo a memoria dieci minuti prima dell’audizione e fui poi scelta dopo 

un altro screen test col regista. Sempre bello quando vieni scelta.


Quali sono i tuoi obiettivi a breve e lungo termine?


Fare bene quello che mi è richiesto, procedere a gradi ma con coerenza la mia idea in generale, sono però aperta a ciò che accade. Oltre questo non saprei, non dipende da me.


I tuoi prossimi progetti? 


Ho da poco girato un corto come protagonista insieme ad Eliana Miglio, diretto da Manuela Procaccia. Due donne che diventano amiche e si aiutano 

in una situazione drammatica. Ho anche altri progetti di cui potrò parlare credo tra non molto.


Chi ti vuole seguire dove può farlo?


Instagram is: @chiaraiezzi_official

Twitter: @chiaraIezzi

Facebook: @chiaraiezziofficial


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